martedì 20 aprile 2010

Scontro di civiltà

Vulnerabile in Europa, imbattibile in Italia, virginale al telefono. Questa era l’Inter, nella vulgata giornalistica, fino a qualche mese fa. Sfatati ingloriosamente gli ultimi due cliché, questa sera i nerazzurri proveranno a demolire anche il primo - e più antico – contro una squadra che critica e cronaca sono concordi nel considerare la più forte del mondo, di adesso e forse di sempre.

Domani i giornali racconteranno una partita di calcio, ma Inter-Barcellona rappresenta qualcosa di simile all’avanguardia di uno scontro di civiltà. Non fate caso alle dichiarazioni edulcorate del prepartita, non badate al fair-play istituzionale tra presidenti e allenatori, non credete alle strette di mano e ai sorrisi che i giocatori e gli allenatori si scambieranno prima della partita. Tra stasera e il prossimo mercoledì non è in palio una semplice finale di Champions League, ma un primato sociale, ideologico, verrebbe quasi da dire spirituale. Il cannibalismo mercantile morattiano contro la squadra (quasi) a chilometro zero della Masia; l’internazionale – di nome e di fatto – nerazzurra contro il fertile glocalismo blaugrana; il machiavellismo di Mourinho contro la perfezione leonardesca del disegno di Guardiola; e ancora, il bis di Eto’o contro Ibrahimovic. Il tutto in un match che sancirà, come in un concilio ecumenico laico, le direttrici etiche ed estetiche del calcio prossimo venturo, ben sapendo che, se vincerà l’Inter, rischiamo di ripiombare nel Medio Evo muscolare di qualche anno fa.

Naturalmente, da italiani, bisognerebbe fare il tifo per i nerazzurri, ma il blog è un'entità extraterritoriale e comunque nelle percentuali della vigilia, a parte Mourinho che ieri ha azzardato un «cinquanta noi e cinquanta loro», non c’è nessuno che conceda all’Inter più di un trenta per cento di possibilità di passare il turno. Le maggiori speranze sono legate a piccoli dettagli e vaghi presagi, tipo il fatto che il Barça dovrebbe essere un po’ più stanco, avendo avuto un giorno in meno di riposo ed essendo reduce da un viaggio in autobus di mille chilometri per via della nube di cenere che in questi giorni sorvola l’Europa. Ma forse, visto che il Barça non ha mai avuto bisogno di correre per dimostrare la propria superiorità, ha più senso augurarsi una serata storta di Messi o di Xavi, o ancora meglio dell’arbitro, visto che dopotutto, l’anno scorso, furono proprio i blaugrana a beneficiarsene in semifinale. Pronostico del blog: Inter-Barça 1-2. Vulcani permettendo.

4 commenti:

  1. Insomma, i buoni contro i cattivoni... all'anima di Chygrynskiy, Dani Alves, Ibra, e del cuore culè della Masia (che non vien via gratis, eh)... ;-)

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  2. Alle crociate, alle crociate! Guidaci, o Pep, alla Guerra Santa!

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